-->

Il parco

L'area archeologica di Terravecchia ha un'estensione di circa 130.000 mq. La sua storia inizia agli albori dell'XI secolo ca. Abitata da Siculi, Ausoni, Greci, Romani, Arabi e tanti altri popoli che si susseguirono nel corso dei secoli e crearono in questi territori una stratigrafia culturale di circa 3000 anni, unica nelle sue peculiarità.

L'area ha restituito diverse bellezze artistiche uniche per la loro importanza storica, dai corredi funebri delle necropoli alle statuette votive dei santuari dedicati a Demetra e Kore alle strutture abitative pertinenti l'insediamento indigeno ellenizzato della presunta Eketla che nel V secolo a.C. avrebbe partecipato alla confederazione sicula voluta da Ducezio. La città si sviluppava sui vari poggi della contrada e occupava una posizione strategica in quanto da qui si poteva controllare la via di comunicazione che univa la Piana di Catania a quella di Gela. Eketla sarà conquistata dai Romani durante la prima guerra punica (264-241 a.C.).

I poggi della contrada di Terravecchia verranno occupati dalla città medievale di Occhiolà, il cui sito è stato istituito a Parco Archeologico nel 1995. Occhiolà era il feudo del principe Carlo Maria Carafa Branciforte, distrutto l'11 gennaio del 1693 da un terremoto che interessò la Sicilia orientale.

Il percorso all'interno del Parco si sviluppa attraverso l'antica via che dalla piazza principale del paese portava al palazzo baronale. Lungo la via si possono ammirare i ruderi delle chiese e delle abitazioni degli Occhiolesi.

 

 

Info associazione

  • Indirizzo: Via Garibladi, 36 Grammichele
  • Email: info@fondazioneterravecchia.it